Cenni Storici - Parrocchia Cannara

Chiesa San Matteo
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Piandarca
Cenni Storici

La piccola edicola (eretta nel 1926 in occasione del VII centenario della morte di San Francesco) si trova sulla strada antica che unisce Cannara a Bevagna, vicino ad un ruscello. La tradizione vuole che in questo luogo, che una volta era aperta campagna, San Francesco abbia fatto la sua famosa predica agli uccelli: tra il 1212 e il 1213 proprio in località Piandarca di Cannara, avvenne lo straordinario episodio. Insieme al Santo queste meravigliose creature del Signore dialogano accomunati da una vita semplice ma di grande intensità. Oltrepassando un cancello si scendono alcuni gradini per arrivare ad un piccolo altare. Un affresco del Santo che dialoga con gli uccelli è posto al centro dell’edicola, su una lastra di marmo troviamo la scritta:
In questo luogo Santo Francesco insegnò le laudi di Dio Creatore alle sue sirocchie uccelli dicendo loro voi non seminate e non mietete e Iddio vi pasce e davvi i fiumi e le fonti per il vostro bere davvi i monti e le valli per vostro rifugio e gli alberi alti per fare il vostro nido ed essi con meravigliosi canti da lui si ripartirono per annunziare al mondo il verbo della vita rinnovellata nella fede della divina provvidenza
Per puntualità fra Tommaso da Celano, il biografo di San Francesco più accreditato così scrive:
Frattanto mentre si accrebbe, come si è detto, il numero dei frati, il beatissimo padre Francesco attraversava la valle Spoletana. Giunse ad un luogo presso Bevagna, dove era raccolta una grandissima quantità di uccelli di ogni specie, colombe, cornacchie e le cosi dette monachine. Vistili il Servo di Dio, che era pieno di tanto fervore da sentire pietà ed affetto anche per le creature inferiori e irragionevoli, in fretta corse ad essi, lasciando sulla strada i compagni. E avvicinatosi, vedendo che lo attendevano, li salutò secondo la sua abitudine ; ma stupito che gli uccelli non si fossero levati a volo per fuggire come son soliti fare, ripieno di gaudio, umilmente li pregò di voler ascoltare la parola di Dio. E tra l’altro disse così : «Fratelli miei alati, molto dovete lodare il vostro Creatore, ed amarlo sempre, perché vi di diede le piume per vestirvi, le penne per volare e tutto ciò che occorre al vostro bisogno. Dio vi fece nobili tra le altre creature e vi concesse di dimorare nella limpidezza dell’aria, voi non seminate e non mietete, eppure Egli stesso vi protegge e governa senza alcuna vostra sollecitudine ». A queste parole quegli uccelli, come raccontavano egli stesso e i frati che si erano trovati con lui, mirabilmente davan segni di esultanza secondo la loro natura, allungando il collo, distendendo le ali, aprendo il beccuccio e guardandolo. Ed egli passava e ripassava in mezzo a loro, sfiorando le testine e i corpi con la sua tonaca. Infine li benedisse e, fatto il segno di croce, diede loro licenza di volare altrove. Poi il beato Padre coi compagni riprese il suo cammino, giubilando e ringraziando Dio, che è venerato da tutte le creature con confessione devota. Egli che era semplice, non per natura, ma per grazia cominciò allora ad accusarsi di negligenza, perché non aveva prima d’allora predicato agli uccelli, dal momento che questi ascoltavano con tanta riverenza la parola, di Dio. E da quel giorno prese ad esortare sollecitamente tutti i volatili, tutti gli animali, tutti i rettili, e anche le creature insensibili, a lodare e amare il Creatore, poiché ogni giorno sperimentava la loro obbedienza all’invocazione del nome del Salvatore.
Percorrendo, per poche centinaia di metri, la strada che conduce a Bevagna, si raggiunge uno tra i più importanti luoghi da visitare: Piandarca, dove avvenne la famosissima predicazione di San Francesco agli uccelli. La storia narra che San Francesco d'Assisi giunse in un luogo presso Bevagna, dove vi era una grandissima quantità di uccelli di ogni specie: colombe, corancchie e le così dette monachine. Si avvicinò ad essi e li salutò secondo la sua abitudine, ma stupito che gli uccelli non si fossero levati in volo per sfuggire, come son soliti fare, umilmente li pregò di voler ascoltare la parole di Dio. E tra l'altro disse così:
"Fratelli miei alati, molto dovete lodare il vostro Creatore, ad amarlo sempre, perchè vi diede le piume per vestirvi, le penne per volare e tutto ciò che occorre al vostro bisogno. Dio vi fece nobili tra le altre creature e vi concesse di dimorare nella limpidezza dell'aria; voi non seminate e non mietete, eppure Egli stesso vi protegge e vi governa senza alcuna vostra sollecitudine".
A queste parole quegli uccelli iniziarono a dar segni di esultanza secondo la loro natura, allungando il collo, distendendo le ali, aprendo il beccuccio e guardandolo. Ed egli passava e ripassava in mezzo a loro, sfiorando le testine e i corpi con la sua tonaca. Infine diede loro la benedizione e fatto il segno della croce li invitò a volare altrove. Poi San Francesco riprese il suo cammino insieme ai suoi compagni.
Da quel giorno prese ad esortare sollecitamente tutti i volatili, tutti gli animali, tutti i rettili e anche le creature insensibili, a lodare e amare il Creatore, poichè ogni giorno sperimentava la loro obbedienza all'invocazione del nome del Salvatore.
Ogni anno si svolge la tradizionale Processione a Piandarca in memoria del passaggio del Poverello in questa Terra, con la celebrazione eucaristica. Al termine vengono liberate in aria alcune tortore a simboleggiare l'amore di San Francesco anche per queste mansuete creature.

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